“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori…”

ico_cacca.gifI mafiosi hanno ambizioni di potere, hanno progetti di cemento. I mafiosi non amano i loro territori, bramano il denaro. I mafiosi non vedono limoni, aranceti, campi di grano, solo cemento e tanti capitali. Anche il sangue vogliono vedere, se necessario.

Libera, associazione nomi e numeri contro le mafie, ha scelto di ripartire dalla terra. E’ stata una grande provocazione, la terra è capitale, è il possesso, è il segno di una storia di potere.
Togliere ai boss la terra significa scardinare la loro potenza pubblicitaria e imprenditoriale, perché la ricchezza fa spettacolo, la ricchezza salda I’immagine mitica del boss, come di colui che può tutto.

Cash, è la parola che crea l’ordine e la sottomissione. Riconsegnare i beni confiscati alla società è un messaggio potente, che fa paura alla mafia. Significa infatti che lo stato può essere stato, può garantire diritti, negando così il sistema dei favori. Perché spesso nel sud Italia le mafie hanno il monopolio della terra e quindi il monopolio del lavoro. Per lavorare devi pagare, devi compia- cere il boss di turno. Al sud ti devi inginocchiare. Se no è finita, la terra te la bruciano o resisti da martire o scappi all’umiliazione. Non ti rubano solo la terra, ti rubano anche la dignità.

Il riutilizzo sociale dei beni, avvenuto grazie alla legge 109 del 1997, è il primo segno di una dignità in via di ricostruzione, perché il lavoro onesto è dignitoso.

liberaterra.jpgLe cooperative di Libera sono un’opera di bonifica del territorio incredibile: dall’abbandono si torna alla fertilità della terra, a un modo di produrre che tiene conto dei tempi della terra, delle risorse delle persone e del territorio. Nelle cooperative di Libera si lavora con serietà, si produce con fatica, gli attrezzi si ammodernano pian piano. Tutto il contrario dello stile mafioso del tutto e subito.
I boss non hanno paura del carcere, tanto c’è chi da fuori agisce per loro, ma la perdita della loro terra li spaventa molto. Se si sottrae la terra il sistema mafioso fallisce, ma se la loro terra diventa luogo di lavoro per molte persone e ragazzi provenienti da tutta Italia la rabbia aumenta e diventa un’esplosione. Immagino i boss che osservano da lontano ragazzi che zappano la terra, che imparano a guidare i trattori, che piantano nuovi semi. Le persone fanno paura, la partecipazione ancora di più. La mafia al sud vuole distruggere, il progetto Libera Terra costruisce prospettive per un futuro diverso. Incendi, danneggiamenti, piantine sradicate sono evidenti segnali di una spavalderia mafiosa che vacilla.

Così commenta Don Pino Demasi, referente di Libera per la piana di Gioia Tauro:

“La lotta alle mafie si snoda lungo un percorso tortuoso, spesso in salita, che richiede continuità, coerenza e strategie. Se questo percorso non sarà un onere di pochi ma un cammino condiviso da tutti – istituzioni, operatori economici, associazioni, cittadini – in futuro ad essere sradicati non saranno gli alberi ma la mentalità mafiosa”.

La cultura mafiosa è dell’io, al contrario delle cooperative che si basano sull’ottica del noi, sul desiderio collettivo di risanare il sud, perché non rimanga “un altro paese”.
L’olio, il vino, la pasta sono per antonomasia tratti dell’italianità. Questi prodotti sono la prova che esiste un’italia che offre futuro e credibilità a territori che la criminalità organizzata cerca di anestetizzare al senso della legalità. Sono l’esempio di un’italia che non è solo pizza, mafia e mandolino. E’ un’italia che si scontra ogni giorno, è l’italia di Placido Rizzotto, di Peppino Impastato, di un elenco infinito di vittime scomode.

Questi prodotti non sono solo sapori di una terra che rinasce ma anche saperi di una società civile che denuncia e propone nuove prospettive. Il mafioso bussa alla porta, chiede il pizzo, poi la dignità e se necessario la vita. Libera offre una zappa, un pezzo di terra, e chiede solo impegno. Libera ha sogni fatti di storie e di memorie. Che la festa cominci dove la morte, sfacciata e dura come il cemento al sole, un tempo regnava padrona.

E a Modena….

L’associazione Animatamente e la Caritas Diocesana organizzano da quattro anni viaggi della legalità a Niscemi (Sicilia) e a Locri (Calabria), per la sensibilizzazione civile contro le mafie. Il progetto prevede la visita alle diverse realtà che si occupano del contrasto alla criminalità organizzata sul territorio, ma anche esperienze concrete di condivisione ed animazione.
L’associazione da due anni organizza a Modena presso la Polivalente Gino Pini
la “Giornata della memoria e dell’impegno” per fare memoria delle vittime di mafia e soprattutto per ricordare che Modena non può evitare la responsabilità di fronte a questo problema, in quanto anche il nostro territorio è stato ed è oggetto dell’attività di molte cosche.

Si sta inoltre costituendo a Modena un Presidio di Libera per formarsi e informare il territorio: un’opportunità per impegnarsi concretamente nella propria realtà.

Per info: http://www.vagamondi.net/a_contatti.php

Laura Spaggiari

“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori…”ultima modifica: 2010-06-26T08:01:00+02:00da coopvagamondi
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento